Le nostre 2 case vere: scopri il significato di microcomunità!

Nel 2010 abbiamo inaugurato Casa Fenice, la prima casa in cui sono andati a vivere da soli 5 adulti con disabilità pronti a intraprendere una vita autonoma. Lele, Loredana, Stefano, Simona e Daniele vivono insieme in una grande casa che ha anche una grande terrazza. Ogni spazio è personalizzato, vissuto, accogliente.

Siamo pronti ad aprire una seconda casa, Casa Orca, dove vivranno altri 5 adulti con disabilità.

Abbiamo scelto di offrire servizi di residenzialità per persone con disabilità, in modo differente dal solito. Abbiamo scelto case che avessero:

massimo 5 posti letto

una bella cucina,

uno spazioso soggiorno,

un ampio spazio esterno.

Una casa che potesse prendere le sembianze di chi la abita.

Come le vere case.

Abbiamo scelto il modello della microcomunità perché ha come pregio fondamentale quello di garantire la massima integrazione possibile col contesto esterno. Di fatto si tratta di un esercizio continuo di relazione a cui sono chiamati sia gli ospiti con disabilità ma anche i condomini residenti negli appartamenti attigui. I vicini di casa non sono da considerarsi potenziali nemici e quindi creare rapporti di buon vicinato è uno degli obiettivi fondamentali di questi servizi. Un’altra linea di indirizzo di questa tipologia di servizio è rappresentata dal superamento di forme di convivenza numericamente troppo ristrette: gruppi di due o anche tre ospiti a volte determinano costi di gestione più elevati e dinamiche relazionali eccessivamente conflittuali, elementi insomma che spesso finiscono col sancire il fallimento dell’esperienza.

Casa Fenice si è rivelata un successo: i ragazzi si sentono a casa e i caregiver hanno espresso soddisfazione per la qualità della vita, i ritmi, le buone abitudini instaurate, la crescita personale.

Crediamo che Casa Orca possa essere il ripetersi di questo successo.

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