ABA: intervista al dott. Vincenzo Mirenda, psicologo e supervisore ABA in formazione

Da 4 anni i nostri percorsi educativi includono l’ABA.

Questo ci ha permesso di raggiungere notevoli obiettivi di crescita e potenziamento delle autonomie sopratutto con i bambini della fascia di età 3 – 12 anni.

Abbiamo intervistato il dott. Vincenzo Mirenda, psicologo e Supervisore ABA in formazione, che ci accompagna in questo percorso.

  • Che cos’è l’ABA e come funziona?

ABA è un acronimo che sta per Applied Behavior Analysis, cioè Analisi del Comportamento Applicata.
L’ABA non è un metodo ma una scienza nella quale le tecniche derivate dai principi del comportamento sono applicate in modo sistematico per migliorare i comportamenti socialmente significativi.
L’analisi Comportamentale Applicata  si  basa, dunque, sui principi della scienza del comportamento per capire quali sono le variabili ambientali che influenzano e quindi modificano i comportamenti umani più utili per l’adattamento all’ambiente in cui ci si trova.

Un programma ABA consiste nell’applicare in maniera intensiva i principi comportamentali per insegnare abilità fondamentali come il linguaggio, il gioco, la comunicazione, la socializzazione, le autonomie personali e tutte le abilità accademiche oltre che la gestione di eventuali Comportamenti Problema.

  • Quali sono le figure coinvolte in un intervento ABA?

Le figure coinvolte in un intervento ABA sono molteplici ed ognuna con un ruolo ben preciso. Il tutto è coordinato dal Supervisore.
Sicuramente sono coinvolti neuropsichiatra infantile, consulente ABA, logopedisti, terapisti/educatori, insegnanti e famiglia.
In alcuni casi anche psicomotricisti e terapisti occupazionali.

  • Che ruolo ha il supervisore ABA?

Il supervisore ABA ha un ruolo cruciale nello sviluppo di un programma di intervento comportamentale.

Deve tenere  conto delle competenze di base del bambino, dare le strategie migliori per implementare le competenze, formare il gruppo di lavoro,  monitorare i progressi attraverso dei dati oggettivi, coinvolgere tutte le figure al fine di avere un’equipe di lavoro coesa e  promuovere la coerenza di intervento da parte di tutte le figure e in tutti gli ambienti.

  • Con che frequenza si dovrebbe applicare l’ABA?

Il programma prevede un lavoro intensivo e coordinato tra tutte le figure che ruotano intorno ai bambini/ragazzi (scuola, specialisti, famiglia, educatori) e deve essere applicato quotidianamente come uno stile di vita coinvolgendo così  tutte le persone presenti nella vita del ragazzo in maniera uniforme.

Durante tutto l’arco della giornata e in tutti gli ambienti di vita del bambino/ragazzo c’è sempre qualcosa da insegnare.
Sicuramente la costanza del lavoro e il coordinamento da parte di tutti dà i migliori risultati.

  • C’è un luogo migliore in cui svolgere l’ABA?

Non esiste un posto specifico o migliore per lavorare, dipende da molti fattori quali la disponibilità di spazi idonei a casa o a scuola, dal controllo dell’ambiente a casa o scuola, della storia di apprendimento del bambino, delle reali esigenze del momento, delle richieste da parte della famiglia, delle richieste da parte della scuola, della necessità di generalizzare dei comportamenti.
Diciamo che la cosa migliore è sempre adattare l’intervento al  momento di vita del bambino/ragazzo.

Dott. Mirenda Vincenzo

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