Arteterapia: tecnica e fantasia per le persone con disabilità

Selene & Davide ci parlano dell’arteterapia, metodo di cui loro stessi fanno esperienza nei nostri laboratori.

Le origini

L’arteterapia si sviluppa storicamente dagli anni quaranta in Gran Bretagna e negli Stati Uniti come modalità di cura per reduci di guerra traumatizzati, accolti in ospedali psichiatrici. Praticata inizialmente da artisti sensibili al potenziale comunicativo dell’arte in collaborazione con psicologi e psichiatri colpiti dall’efficacia del linguaggio artistico, si è sviluppata in seguito sino a definirsi come disciplina autonoma.

L’arteterapia si sviluppa grazie soprattutto ai contributi di Margaret Naumburg ed Edith Kramer, i cui testi rappresentano ancora oggi punti saldi nella letteratura sull’arteterapia contemporanea.

Le tecniche

L’arteterapia affonda le sue radici sia nel campo dell’arte che in quello della psicoanalisi, traendo da ambedue tecniche funzionali al processo terapeutico.

In questa disciplina vengono proposte attività manuali e creative con lo scopo di valorizzare le capacità di ogni partecipante. Scegliere di intraprendere un percorso di arte terapia non richiede alcuna preparazione tecnica o artistica. Il lavoro ha luogo in uno spazio protetto, in un clima accogliente, di  condivisione e ascolto privo di giudizio.

Questa tecnica viene utilizzata principalmente per la cura di diversi disturbi psichici e nei laboratori socio educativi dedicati alle persone con disabilità; risultati soddisfacenti si ottengono con il recupero dei tossicodipendenti e con i bambini o anziani per un miglioramento del rapporto mente-corpo. Infine, l’arteterapia è elettivamente indicata per coloro che soffrono di ansia e depressione.

Chi è l’arteterapeuta

L’arteterapeuta offre aiuto e sostegno nell’uso dei materiali e delle tecniche, e crea uno spazio dove i partecipanti possano sentirsi in un “ambiente sicuro”; accompagna e sostiene le persone nel loro percorso espressivo, di riscoperta e approfondimento delle capacità creative individuali, percorso nel quale verranno elaborati i contenuti simbolici emersi attraverso le immagini, con l’intento di promuovere un processo di sviluppo personale. In un’unica figura si riunisce dunque sia lo psicanalista che l’artista “maestro”. Questo è possibile solo dopo una specializzazione successiva alla laurea in psichiatria e psicoanalisi.

In Italia tra gli enti di riferimento troviamo L’A.P.I.Ar.T. (Associazione Professionale Italiana Arte Terapeuti), l’organizzazione non profit che ha tra le proprie finalità quella di ottenere il riconoscimento legale del ruolo dell’arteterapeuta.

Selene e Davide – La redazione de Il Balzo

Fonti:

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