L’educatore professionale a scuola: chi è e come farne richiesta

L’educatore professionale a scuola: chi è e come farne richiesta

Molti nostri educatori professionali sono coinvolti in progetti educativi scolastici nelle scuole del territorio.

La figura dell’educatore professionale nella scuola, per definizione, si distingue per il suo lavoro che consiste nell’agevolare l’integrazione sociale e rafforzare le capacità comunicative di allievi con disabilità.

Come richiedere l’educatore a scuola:

Gli step che una famiglia deve seguire per richiedere l’educatore professionale a scuola, sono semplici ma coinvolgono persone diverse:

  1. Per richiedere l’educatore a scuola occorre prima di tutto rivolgersi ai servizi sociali del proprio comune di residenza e richiedere un colloquio con un assistente sociale.
  2. nel corso del colloquio, l’assistente sociale raccoglie la domanda e illustra i passaggi successivi così che la famiglia possa presentare al Comune la richiesta scritta del servizio di assistenza educativa scolastica;
  3. parallelamente, in un’ottica di lavoro di rete, l’assistente sociale contatta il servizio sanitario che ha in carico il bambino per raccogliere ulteriori dati;
  4. verificata la presenza dei requisiti, l’assistente sociale presenta il progetto di intervento al proprio responsabile di area attraverso una relazione, contenente la data di inizio dell’intervento e il numero di ore settimanali necessarie, comprensivo delle ore che l’educatore può usare per gli incontri con l’assistente sociale e la famiglia, per quelli di raccordo con gli insegnanti e per quelli con i servizi specialistici;
  5. il responsabile di area del Comune verifica la congruità della richiesta di intervento e la disponibilità di budget;
  6. nel caso in cui l’intervento proposto sia condiviso e interamente finanziabile, il responsabile di area adotta una determinazione per disporre la realizzazione del progetto di intervento;
  7. adottata la determina, il responsabile dà mandato di attivare il personale educativo comunale o, nel caso più frequente che il servizio sia appaltato a terzi effettua richiesta scritta alla cooperativa sociale (esattamente come nel caso della cooperativa Il Balzo) per ottenere le necessarie ore di educatore professionale.
  8. Anche l’assistente sociale dovrà raccordarsi con la cooperativa per descrivere il tipo di intervento da attivare e chiedere l’assegnazione di personale educativo con certe caratteristiche e competenze.
  9. quando la cooperativa lo ha individuato, l’assistente sociale incontra l’educatore per presentargli la situazione;
  10. l’assistente sociale concorda un incontro con la famiglia e l’educatore per una prima conoscenza reciproca e per la firma di una prima bozza di progetto di intervento. In questa sede si concordano le date per i successivi incontri di verifica;
  11. a questo punto il progetto si avvia;
  12. dopo 6-8 settimane di osservazione, la famiglia incontra nuovamente l’educatore e l’assistente sociale per scrivere il progetto di intervento definitivo;
  13. entro il 15 dicembre la scuola deve predisporre il Piano Educativo Individualizzato (PEI) in accordo con la famiglia, che lo firma e lo può chiedere in copia. L’educatore può partecipare al processo di progettazione delle attività e può firmare il PEI “per presa visione” o “per condivisione”.
  14. a giugno ci si incontra per una verifica finale dell’anno: ci si confronta sul raggiungimento degli obiettivi prefissati, sui successi e sulle criticità.

Articolo a cura di Davide e Selene, la redazione del Balzo. 

 

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Fonte: saperesociale, Lombardia facile.

 

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