La diagnosi di autismo non è tutto ciò che bisogna sapere su un bambino.

Per valutare correttamente la situazione è fondamentale tenere conto non solo dei referti clinici ma anche delle osservazioni dei genitori e di una equipe multidisciplinare che può essere composta da educatori, terapisti della neuro psicomotricità dell’età evolutiva, logopedisti e psicologi.

La valutazione infatti deve tenere conto di molti aspetti che possono essere oggetto di miglioramento:

  • Interazione e comunicazione sociale reciproca.
  • Contatto oculare..
  • Interessi insoliti o ristretti e comportamenti ripetitivi e rigidi.
  • Uso fortemente limitato o assenza di linguaggio verbale.
  • Presenza di linguaggio ecolalico.
  • Mancanza di interesse sociale verso gli altri.
  • Mancanza di consapevolezza di comportamenti socialmente attesi.
  • Forte preferenza per routine familiari.

Il percorso di valutazione deve stabilire il profilo comportamentale dal punto di vista cognitivo (capacità di comprensione), comunicativo (linguaggio), sociale (capacità di relazione), ed emotivo del bambino che possa permettere la definizione del piano educativo individuale (PEI).

I percorsi educativi: da dove iniziare

L’incontro con gli educatori
I bisogni educativi rispondono a precisi obiettivi a breve e lungo termine che la famiglia, i medici e gli educatori stabiliscono come fondamentali per la crescita del bambino.
Il Piano educativo individuale ha l’obiettivo di favorire il massimo sviluppo possibile delle diverse competenze compromesse dal disturbo e in particolare di:

  • aumentare la comunicazione funzionale e spontanea;
  • rafforzare le competenze sociali quali attenzione condivisa, imitazione, interazione reciproca;
  • aumentare le competenze scolastiche;
  • rafforzare le competenze cognitive;
  • limitare la presentazione di comportamenti problema quali isolamento, stereotipie motorie o vocali, giochi ripetitivi o stereotipati, auto e/o etero-aggressività, comportamenti distruttivi, comportamenti socialmente non accettabili.

La famiglia può scegliere percorsi educativi che abbiano lo scopo di modificare i comportamenti problema del bambino con autismo, attraverso piani personalizzati che li coinvolgano più ore a settimana.
Al centro del percorso ci sono i bambini e le loro famiglie, coinvolte attivamente nella creazione del percorso educativo personalizzato con il supporto di educatori e psicologi.
Tra questi programmi i più studiati sono il TEACHH, che vuole rafforzare le autonomie di vita, e quello basato sull’analisi comportamentale applicata (ABA, Applied behaviour analysis), che può migliorare il quoziente intellettivo, il linguaggio e i comportamenti adattativi, cioè le abilità necessarie per la vita quotidiana.
I risultati di questi interventi possono variare molto tra bambino e bambino e non esiste la certezza di un risultato positivo sempre. In generale, l’efficacia degli interventi indicati aumenta se tutte le persone che interagiscono con i bambini adottano le stesse modalità di comunicazione e di comportamento.
Ecco perché è importante affiancare al percorso educativo individuale insieme agli educatori, una terapia mediata dai genitori, cioè interventi sistematici che vedono come protagonisti i genitori e che abbiano gli stessi obiettivi condivisi nel PEI.

Scopri i nostri percorsi educativi per bambini dai 3 ai 12 anni e per adolescenti dai 13 ai 18 anni.

Scrivici su WhatsApp
Invia